Dal Macworld alcune curiosità sul recupero dati nei dischi SSD

ssd Dal Macworld alcune curiosità sul recupero dati nei dischi SSD

David Winograd, blogger del sito tuaw.com, ha avuto l’occasione di porre qualche domanda a Chris Bross, ingegnere della società DriveSavers, sul recupero dati presenti nei dischi fissi a stato solido (SSD).

Ascoltiamo quello che ha da dirci l’esperto in materia, incontrato durante una dimostrazione avvenuta ieri al MacWorld 2011 di San Francisco.

Attualmente i dischi a stato solido sono giunti alla terza generazione, e la loro affidabilità è ulteriormente migliorata. I drive SSD sono principalmente composti da due componenti: la memoria NAND e il controller. La memoria NAND può essere considerata la materia prima del disco fisso, poiché il grosso del lavoro viene eseguito dal controller. I controller oggi vengono prodotti da pochi costruttori e, secondo Chris, necessitano ancora di un grande lavoro di ottimizzazione.

Il MacBook Air utilizza dischi SSD prodotti da Toshiba, considerati prodotti di fascia media, ma adeguati per i portatili Apple. Rispetto ai dischi fissi tradizionali, però, i dischi SSD hanno una particolarità piuttosto rilevante: il blocco di memoria deve essere completamente cancellato per permettere la scrittura di nuovi dati, rendendo così il processo di recupero pressoché impossibile. Questa tecnologia è completamente differente da quella utilizzata nei dischi fissi tradizionali, dove i dati non vengono mai sovrascritti finché c’è sufficiente spazio libero disponibile. Alcune aziende che producono controller per hard disk SSD, inoltre, utilizzano una tecnologia ancora più intelligente chiamata TRIM: i dati nei blocchi di memoria vengono cancellati molto prima di essere scritti, per garantire prestazioni sempre migliori.

Recuperare dati da un disco fisso SSD, però, risulta essere ancora più complesso. La maggior parte dei controller per dischi SSD, infatti, utilizzano una tecnologia di criptaggio che non solo garantisce una maggiore protezione ai dati, ma è in grado di distribuire in modo più bilanciato le informazioni scritte in memoria. Secondo quanto affermato da DataSaver, é possibile recuperare i dati da un disco SSD corrotto solo se si riesce a superare l’ostacolo della cifratura. Fortunatamente i produttori di controller per hard drive con tecnologia SSD stanno lavorando sempre più a stretto contatto con le aziende di recupero dati, perché garantire il recupero del contenuto presente in un disco fisso corrotto è un fattore di interesse comune.

Se dovesse capitare di perdere dati importanti in hard disk corrotti, anche se difficilmente ci sarà il recupero totale delle informazioni, possiamo sperare nella capacità di queste aziende specializzate. Il costo, però, non è certo alla portata di tutti.







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Maurizio Orani

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