Ovviamente, i tempi per la manovra-bis sono lunghi, per il momento in commissione Bilancio il Governo accoglie tre ordini del giorno sui giochi, compresi i bonus casino online, e chiede la fiducia in Senato. Tutto avrà i propri tempi… ed intanto che sussitono questi perigliosi percorsi burocratici gli operatori del gioco “stanno alla finestra” ad aspettare cosa succede. Cercheranno di guardare al proprio futuro (che non è esattamente un bel guardare), organizzando manifestazioni per sottoporre ancora una volta all’Esecutivo le proprie necessità che non “vogliono” proprio essere capite dalle Istituzioni che prenderà le proprie decisioni ugualmente, quasi senza considerare i punti di vista di tutti di operatori del gioco.

Comunque, in commissione, sono stati accolti tre ordini del giorno -come detto- che si possono sunteggiare così: primo, valutazione della opportunità di consentire l’accesso al gioco, in tutte le sue forme, solo attraverso l’utilizzo della tessera sanitaria, come avviene nei distributori automatici di tabacco. Secondo, impegno efficace nella lotta e nel contrasto al mercato illegale dei giochi, aumentando i controlli sul territorio particolarmente indirizzati agli esercizi che dispongono di macchine Awp. Terzo, impegno del Governo nella redazione delle modalità attuative dell’art.6 bis, tenendo conto delle dinamiche concorrenziali del mercato Awp, delle convenzioni in essere ed individuando il calcolo della riduzione del numero di autorizzazione per ogni concessionario.

 

 

In relazione a tutto questo, è stata richiesta la fiducia sulla manovra, nel testo identico a quello già approvato dalla Camera: la discussione generale sulla fiducia ed il voto si svolgono in questi giorni. Vi è stato, però, un intervento assai critico sui giochi da parte di un senatore del Movimento Cinque Stelle che sottolinea come la manovra disponga la riduzione dell’offerta di gioco, ma che praticamente le slot machine si tolgono da dove “rendono meno” e dove le stesse “soffrono della concorrenza delle Vlt” -dove si gioca con banconote-, mentre nessuna limitazione è prevista per le stesse Vlt nella manovrina.

Si tolgono, così, i rami “secchi” da un settore pieno e quasi saturo, ed invece si lascia stare quello che “pompa” maggiormente. In più, in questa manovra si considera che le intenzioni del Governo sono quelle di prepararsi a mettere “la museruola” alle regole comunali continuando a proporre un accordo in Conferenza Unificata che consentirebbe con il “distanziometro nazionale” la presenza di sale slot vicino a scuole o chiede.

 

 

Ed ancora si sottolinea che, al momento, esistono orari comunali di funzionamento degli apparecchi da intrattenimento sino ad 8 ore, mentre il Governo vorrebbe portare questo orario a 18 ed, inoltre, è stata inserita una disposizione sui trasferimenti delle sale bingo, contrariamente agli obblighi prescritti dalle concessioni. Tanti ordini del giorno, tanti emendamenti, tante discussioni che richiederanno forse più tempo di quello che tutta la filiera del gioco è predisposta ad aspettare: ma, purtroppo, non possono fare certamente altro.

E questo sempre in attesa di altre manifestazioni più o meno pacifiche che si concretizzeranno in questi giorni e che “scalderanno ancora di più gli animi” di chi deve dipendere da altri per la propria sopravvivenza: e non è sicuramente tranquillizzante quando questi “altri” si concretizzano nello Stato che, diciamolo pure chiaro, nei confronti del gioco non si è mai dimostrato molto accondiscendente… se non quando decide di prelevare dal suo “pozzo senza fondo”. In quel caso si ricorda molto bene del mondo del gioco d’azzardo pubblico che, oltretutto, è una “sua riserva”.

 

 

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