Yosemite: prime impressioni

Durante l’evento dello scorso 16 ottobre, Apple ha presentato due nuovi iPad (evitate il mini 3, è un mini due con Touch ID E BASTA!!!), un nuovo iMac con schermo 5K, Mac Mini aggiornati e rilasciato OS X 10.10 Yosemite, dopo una giornata di prova intensiva (e qualche settimana di beta) vi racconto le mie opinioni.

Io ovviamente sono stato incapace di aspettare e alla mezzanotte fra giovedì e venerdì ho aperto il Mac App Store, ho messo a scaricare il pacchetto di installazione da oltre 5GB e la mattina ho proceduto con una formattazione completa del mio nuovo giocattolo, un MacBook Air da 13″ e ho copiato il sistema operativo e tutte le mie App e i miei documenti sull’SSD.

Yosemite Desktop 620x387 Yosemite: prime impressioni

Avviate per la prima volta Yosemite e le differenze con le versioni precedenti di OS X sono evidenti, l’interfaccia è piatta, con molte trasparenze e molto minimalista, le animazioni del sistema sono state molto snellite, a favore delle GPU integrate più vecchie; una cosa però è certa, OS X 10.10 è l’iOS 7 del Mac, o lo si ama, o lo si odia. Certo, le finestre e i menù sono sempre gli stessi e chiunque abbia usato un Mac si troverà subito a casa, ma l’intero OS da la strana impressione di trovarsi di fronte a una creatura completamente differente.

A subire i maggiori cambiamenti è proprio il Finder, con nuove finestre lucide e nuove icone, ricerca migliorata e AirDrop (finalmente) compatibile anche con iOS 8, Mission Control è stato semplificato, non si ha più l’impressione di essere portati via dal desktop su cui si sta lavorando, ora lo sfondo viene semplicemente sfuocato e scurito leggermente (animazioni semplificate, una manna dal cielo per GPU e batteria), Dashboard è ancora disponibile, alla sinistra del desktop scorrendo con 4 dita, ma onestamente è sempre più difficile trovarlo utile adesso che è possibile usare il Centro Notifiche per dare un rapido sguardo al meteo o al calendario.

Il nuovo Desktop 620x128 Yosemite: prime impressioni

Launchpad assomiglia ancora di più ad iOS 7/8, e di certo la configurazione “a griglia” qui è la parte più importante, ma è difficile negare la fortissima somiglianza con il sistema operativo mobile.

Launchpad 620x193 Yosemite: prime impressioni

Vale poi la pena spendere qualche parola sul nuovo Safari: finalmente si può usare! Mi spiego meglio: da anni safari è un ottimo browser quando si parla di risparmio energetico sui portatili e di fluidità generale, ma mettetelo contro Google Chrome e i sui difetti si facevano subito evidenti, più lento, con un’interfaccia inutilmente complicata e una navigazione a schede inutilmente appesantita da una meccanica di scorrimento fra i vari siti che la maggior parte delle persone non hanno mai utilizzato. Safari in Yosemite non è perfetto, ma è certamente più veloce e la vista “a volo d’uccello” delle schede aperte è finalmente realizzata in modo utile e intelligente, con le pagine appartenenti allo stesso sito che vengono automaticamente raggruppate.

Safari 620x128 Yosemite: prime impressioni

 

OS X 10.10 è disponibile gratis su App store per i Mac compatibili, (come sempre su everymac trovate una lista completa dell’hardware supportato ufficialmente e non), in generale, se il vostro computer può eseguire Mavericks, non dovreste aver problemi con la nuova release.

Yosemite è perfetto? Nulla lo è, ma di certo a prima vista sembra un ottimo software, i bug che ho incontrato con la beta sembrano risolti (glitch grafici, crash, incompatibilità con tool particolari come nosleep), ma avrò bisogno di un po’ di tempo per poter esprimere un giudizio più accurato; il mio consiglio? Aggiornate, ma mantenete un backup, giusto per scrupolo, della vecchia installazione, magari con time machine; nel caso qualcosa andasse storto, o alcune delle vostre App fossero incompatibili, potrete sempre tornare indietro.







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Francesco Barbieri

Francesco Barbieri, fiorentino, si appassiona fin da bambino ai computer, che si diverte a smontare e osservare (e all’inizio distruggere); col tempo impara a conoscerli, ripararli e modificarli, approdando inevitabilmente al Mac. È appassionato di elettronica di consumo, videogiochi e social networking, mantiene un canale YouTube dove discute dei suoi progetti (e inevitabili disastri).
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