Joe T Vannelli, all’apice della musica elettronica fra Mac e iPad

Joe T Vannelli, il re della musica in un esclusiva intervista per Italiamac.

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Dj, remixer, produttore, ideatore di one-night e tour in discoteca, conduttore radiofonico. Nonché autentico creatore della one-night Supalova, che si svolge sia d’estate che d’inverno nelle location più importanti, sia italiane che straniere. Due anni or sono ad Ibiza, lo scorso anno a Riccione e a Formentera. E da questa stagione ideatore di un nuovo concetto di discoteca: Beast Club, in scena con una serie di eventi speciali a Venezia. Se nella dance si vuole identificare un personaggio poliedrico e trasversale per antonomasia, impossibile non pensare a Joe T Vannelli (www.joetvannelli.com) ed alla sua musica house ed al Podcast del suo radio show “Slave To The Rhythm”, divenuto a più riprese il podcast italiano più scaricato in assoluto nella library di iTunes.

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Dal febbraio 2011 Slave To The Rhythm  è tornato in radio, per la precisione su m2o, ogni sabato (dalle 7 alle 8 di sera). Sempre su m2o, ogni venerdì notte, Supalova va in diretta radiofonica dallo Shu di Milano.

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Slave To The Rhythm è altresì disponibile attraverso i più importanti social networks e diverse piattaforme musicali digitali, così come viene trasmesso da emittenti radiofoniche americane, europee ed africane.

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Sabato 17 maggio Slave To The Rhythm  ha raggiunto il prestigioso traguardo delle 450 puntate. La musica dei suoi podcast è la stessa che Jtv suona nelle sue serate in giro per il mondo – soltanto negli ultimi anni si è esibito in Brasile, Giappone, Australia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Emirati Arabi, Messico, Irlanda, Bulgaria, Tunisia, Egitto, Germania, Austria e Spagna – e nella sua one-night Supalova, impostasi subito come one-night di assoluto riferimento nel panorama house mondiale.

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Non a caso parliamo di un dj famosissimo sia in Italia che all’estero, capace in questi anni di esibirsi nelle migliori dancefloors del pianeta, da New York a Los Angeles, da Londra a Parigi, da Ibiza a Mikonos, da Miami a Sidney, da Dubai a Tokio, senza dimenticare Amsterdam, Oslo, Amburgo e party del calibro di Ministry of Sound, Soap, Renaissance, Cream e tanti altri ancora. Proverbiali ad esempio sono state le sue tournèe in Australia, con tappe al Seven di Melbourne e al Tank di Sidney ed in Brasile, con il suo djset protagonista assoluto dell’ Itaipava Festival di San Paolo. Negli Stati Uniti suona al Wall di Miami ed al Marquèe di New York. Per quanto concerne le sue ultime novità discografiche, Vannelli è appena uscito con i suoi nuovi singoli, così come ha appena firmato le compilation “Supalova” e “Slave To The Rhythm”.

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Il suo ultimo album si intitola “Doctor House”, ideale seguito del suo primo album “Who fucked the dj?”. La scorsa estate è uscito il volume “Supalova Forever” della collana Supalova Compilation, che ha battuto ogni un record di categoria. Produzioni che si sono rivelate l’ ennesimo successo sia di critica che di pubblico. Tra le sue ultimissime novità, la sua traccia Hot Since 82 and Joe T Vannelli featuring Csilla “The End”, già Essential New Tune per Pete Tong ed il suo programma Essential Selection (Bbc Radio One) ed i remix per Cher. Alla superba attività di dj, del resto Vannelli affianca da anni quella di remixer e produttore discografico. Tra i suoi remix top, si evidenziano quelli per autentici mostri sacri quali David Guetta, Loleatta Holloway, Mark Knight, Erick Morillo, David Morales, Danny Tenaglia, Little Louie Vega, senza dimenticare Ginuwine ft. Timbaland & Miss Elliot.

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Lavori che arricchiscono un roster che vede presenti i nomi di Giorgio Moroder, Bohannon, Thelma Houston, Space 2000, Bobby Brown, Mark Morrison, Eartha Kitt. Come produttore, nella sua scuderia spiccano i nomi di Robert Miles, Spiller, Pink Coffee, Justine Mattera, Csilla, Helen&Terry, Hotel Buena Vida. Che altro aggiungere? Della sua voce da doppiatore che ha prestato a spot per marchi quali Smart, Lotto, Fiat, Parmalat? Del suo essere testimonial per Burn, Mtv, Camel Yamaha, Axe, Robe di Kappa, Levi’s, World Dj Fund? Del premio alla carriera ricevuto ai Dj Awards al Pacha di Ibiza, gli oscar mondiali della musica dance? Non resta che seguirlo e ascoltarlo nelle sue serate, nelle sue compilation, nei suoi podcast, sempre all’ insegna del suo conclamato slogan “House Forever”.

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INTERVISTA A JOE T VANNELLI PER ITALIAMAC

Ciao Joe. Partiamo dall’inizio: le tue prime esperienze e il momento in cui hai raggiunto la consapevolezza che ciò che stavi facendo sarebbe stato la tua professione, diventando uno dei dj più conosciuti del mondo.

“Non si è mai davvero consapevoli di quello che si sta facendo nella vita e soprattutto nella musica. Si è sempre in attesa della prossima serata, del prossimo disco, sempre protesi alla ricerca del suono perfetto e di momenti che regalino energia, emozioni e soddisfazioni. Tra le più recenti, sapere che il mio remix per Cher sia stato suonato sia a Las Vegas che a Ibiza”

Joe T Vannelli. Perchè questo nome?

“Un nome rivolto ai giovani, per farsi ricordare bene e in fretta. Poi arrivò Jovanotti e per distinguersi misi la T tra Joe e Vannelli. La T significa tante cose, non soltanto l’iniziale del mio cognome”.

Parlaci del tuo primo singolo “Don’t deal with us” uscito nel 1989.

“Nel 1986 produssi una cover di Sylvester per l’etichetta discografica Cgd, all’epoca capitanata da Fabrizio Giannini (attuale manager, tra gli altri, di Tiziano Ferro – ndr): subito mi misero sotto contratto in esclusiva. Due anni che di fatto mi tennero fermo; nel frattempo mi guardavo intorno e iniziavo a scoprire le apparecchiature con le quali fare musica, la cosiddetta House, la musica fatta in casa. Nel 1989, scaduta questa esclusiva, nacque la collaborazione con il musicista Daniele Cicognini, crebbe la mia voglia di fare musica, e così arrivò ‘Don’t Deal With Us’”

Ci sono stati degli artisti in particolare che hanno contribuito al variare delle tue preferenze o è solo frutto della tua crescita musicale?

“Lucio Battisti, Electric Light Orchestra, Earth, Wind & Fire, Philipp Glass, Bee Gees ed in particolare la colonna sonora di ‘Saturday Night Fever’. Merito delle mie esperienze di programmatore/dj radiofonico e di doppiatore televisivo, che mi hanno permesso una formazione ed una conoscenza musicale a 360 gradi”

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Hai mai avuto problemi a conciliare il tuo gusto con quello del pubblico?

“Problemi di questo tipo sussistono sempre. Il pubblico si aspetta sempre la hit, oppure qualcosa di assolutamente inedito; dipende molto dalle location nelle quali ci si trova. Un pubblico femminile richiede un sound un po’ più facile, ad esempio, nei festival e all’estero invece si può essere un po’ più sperimentale. E comunque non suono mai niente che non mi piaccia. A meno che non voglia mandare a casa il mio pubblico, cosa che non si verifica mai!”

Parliamo della disputa tra analogico e digitale: vinile o laptop?

“Io suono tutto ed utilizzo tutto: vinile, traktor, chiavette. Basta si tratta di musica di qualità. Certo, il vinile resta più caldo, più amorevole, più emozionante”

Come pensi che sia cambiata la musica a distanza di 10 anni?

“Internet ha rivoluzionato davvero tutto. Si può avere in mano il più grande successo di tutti i tempi, ma se non lo si fa girare come si deve sul web, diventa difficile che qualcuno se ne accorga; al contrario una traccia non eccelsa, se mossa e promossa come si deve, può diventare una hit. L’importante è guardare sempre avanti, stare al passo con i tempi e capire dove vadano i giovani, sono sempre loro il polso migliore di quello che succede nella musica”

Una domanda banale, ovviamente usi un prodotto Apple per la tua musica, quale?

“Utilizzo soltanto Apple, ne sono completamente dipendente! Possiedo 3 MacBookPro 15 pollici serie retina, un MacPro SSD, quattro iMac, due iPad, quattro iPHone 5s… Penso che possano bastare!”

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Ormai la tecnologia è fonte di saggezza e di sound, parlaci della tua esperienza.

“Uso il programma Logic, che mi soddisfa appieno. Sto studiando per ottenere la relativa certificazione Apple, dopo una serie di lezioni con il maestro Marco Perino. La tecnologia non smette di affascinarmi e di stupirmi, per tutti gli strumenti che mette quotidianamente a disposizione di chi voglia fare musica”

Parlaci del tuo podcast, Slave To The Rhythm, quanta gente si ritrova a scaricare la tua musica.

“Ogni settimana la mia community si da appuntamento su tutte le piattaforme digitali per scaricare il podcast del mio radio-show: spesso e volentieri risulta al primo posto nell’apposita classifica italiana, relativa ai Podcast musicali”

Se ti nomino Supalova?

“Una serata nata nel 2000 come un ritrovo tra amici appassionati di musica house e che negli anni è diventata una one-night, un tour, una collana di compilation, un radio-show, con tanto di stagioni invernali a Milano e sessioni estive a Riccione e a Ibiza. Proprio in questi giorni esce la nuova compilation, Supalova Future Djs, disponibile su iTunes, naturalmente!”

Di tutta la tua discografia, qual’è stato l’album che ti ha suscitato emozioni.

“Il mio primo album ‘Fuck The Dj’, un claim concepito molto prima di ‘Fuck I’m Famous’. Il sapore era quello…”

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Cosa si prova ad essere un dj famoso come te?

“Un vantaggio in effetti c’è… Mi consente di ascoltare musica buona 24 ore al giorno”

Progetti per il futuro?

“Serate in giro per il mondo, la succitata compilation Supalova, altre produzioni e remix con gli artisti della mia casa discografica… Non resta che seguirmi sul mio sito www.joetvannelli.com e sui vari link socials per essere sempre aggiornati in tempo reale su tutto quello che faccio”

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“La musica è l’unica arte che ti fa muovere” (Joe T Vannelli)

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Francesco Cavallo

Appassionato Apple da molti anni, collezionista di Macintosh e developer. Da sempre amante del mondo Apple in tutte le sue forme. Difficile immaginare quanto il fascino che la mela lo pervada totalmente.
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