Dopo svariati anni di utilizzo di chip realizzati da altre società come Nvidia e AMD, la società della mela morsicata ha deciso di modificare totalmente il centro dei propri computer adottando i nuovi Apple chip M1 Pro e Max per i propri MacBook da 14 e 16 pollici. Questi due chip arrivano esattamente un anno dopo il lancio del chip M1 che aveva già consentito prestazioni di circa quattro volte più veloci rispetto al passato.

Le versioni M1 Pro e M1 Max sono un ulteriore passo avanti, dato che offrono, secondo i dati della casa madre, prestazioni superiori del 70% in termini di CPU e il doppio della velocità in termini di GPU. Fondamentale ricordare che l’architettura è di tipo unificato, consentendo di integrare maggiore potenza occupando meno spazio fisico all’interno del computer stesso.

Considerate le prestazioni di spicco pubblicizzate da Apple, molti appassionati di videogiochi hanno iniziato a chiedersi se gli Apple chip M1 possano essere usati per attività di gaming. Dopotutto, la memoria condivisa da 32 GB nella versione Pro e da 64 GB nella versione Max, con rispettivamente 16 e 32 core grafici, lascia pensare che i nuovi computer Apple siano perfettamente in grado di supportare videogiochi pesanti al massimo dei fotogrammi per secondo. In realtà, le cose sono più complicate di quello che sembrano.

 

Vale la pena acquistare un MacBook per gaming?

Prima di buttarsi a capofitto e acquistare un nuovo MacBook per giocare a videogiochi, è importante sottolineare che Apple non consiglia ufficialmente i propri computer per attività di gaming, come invece viene fatto per montaggio di video, progettazione grafica e machine learning. Anche se la potenza offerta è sufficiente per caricare la grafica, la mancanza di ottimizzazione di molti titoli potrebbe risultare frustrante.

Proprio questa mancanza di ottimizzazione nativa è ciò che spinge molti gamer a preferire Windows. Gli sviluppatori tendono a ottimizzare di più per Windows, solitamente perché i motori di sviluppo funzionano meglio con il sistema operativo di Microsoft. Se prendiamo come esempio i software casinò online, la compatibilità con Windows, in generale, è molto più elevata rispetto a quella con Apple. Questo non vuol dire che non si può giocare sui casinò con un computer Apple, semplicemente alcuni giochi potrebbero funzionare peggio o avere dei tempi di caricamento più lunghi.

Lo stesso fenomeno si verifica in maniera amplifica su giochi ancora più grandi ed esigenti in termini di potenza, come potrebbero essere Minecraft o CS:GO. In numerosi test, la mancanza di uno sviluppo nativo genera delle situazioni frustranti che solitamente si possono evitare utilizzando altri computer. Tra i problemi principali è presente la “famosa” rotellina colorata interminabile che indica proprio un sovraccarico del sistema.

In questo senso, acquistare un MacBook solo esclusivamente per attività di gaming, considerato anche il prezzo del dispositivo, potrebbe non essere l’idea migliore. Molti esperti evidenziano anche che la maggior parte delle carenze durante l’uso di giochi potranno essere risolte in futuro grazie alla nascita di giochi completamente ottimizzati per usare l’architettura unificata di Apple. Al momento, i chip M1 hanno una potenza per gaming sufficiente, ma i giochi non possono sfruttare al meglio le prestazioni.

È probabile che nel futuro prossimo verranno sviluppati sempre più titoli nativi per Apple, incentivando maggiormente i gamer a rivolgersi ai computer della casa di Cupertino.

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