Ebbene sì, per questioni di lavoro sono stato “invogliato” ad acquistare un MacBook Pro M1, con 16GB di RAM e 512GB di SSD. Come ben sapete non è possibile personalizzare altri componenti in quanto il processore M1 arriva così com’è e non è possibile scegliere versioni più performanti come lo si faceva con Intel. A distanza di 12 ore di utilizzo continuo, varrà la pena acquistarlo?

Perché acquistarlo:

Io, che sono nel campo dello sviluppo software e nello specifico mi occupo di sviluppare app per l’ecosistema Apple, sono stato particolarmente invogliato all’acquisto di questo laptop in quanto ha un processore da ben 8 core di CPU e GPU.
La scelta dei 16GB di RAM è per velocizzare alcuni dei task che faccio quotidianamente e che magari con gli 8GB di RAM richiedevano un po’ più di tempo.

La ragione per cui ho deciso di abbandonare il mio “vecchioMacBook Pro da 13″ del 2019 è stata principalmente legata al surriscaldamento continuo della macchina, stiamo parlando di un problema comune che a seconda dei task che si fanno porta il povero computer a temperature sopra gli 80 gradi e al 99% di uso della CPU.

Un altra ragione è stata anche la ventola sempre accesa, ma non solo. I crash continui (almeno 2 volte al giorno) legati alla CPU e a random fail del sistema quando collegato all’alimentazione che lo mandavano in Kernel Panic.

Insomma il MacBook Pro 2019 è un disastro, e lo posso dire con certezza perchè sono passato dal 2018 al 2019 e il precedente modello era fantastico. A questo punto potreste pensare… Ma magari era il tuo modello del 2019 che era difettoso, eh no! Perchè in casa ho due MacBook Pro 2019 con la stessa configurazione e fidatevi… Scaldano veramente tanto.

Tornando al motivo per cui, a mio parere, dovreste comprare il nuovo MacBook Pro con chip M1.

In queste 12 ore posso dirvi che, eseguendo gli stessi task quotidiani il Mac non si è mai riscaldato ne tanto meno acceso la ventola (ma siamo sicuro ci sia la ventola dentro?).

Non parliamo invece dell’apertura delle app… Nel MacBook Pro con chip Intel richiedeva diversi secondi e quindi l’icona nel dock faceva su e giù… Qui invece l’apertura è istantanea! Incredibile. Ci sono voluti così tanti anni, ma sembra la macchina perfetta o quasi.

Inoltre, durante questa fase di test nella quale in realtà ho lavorato normalmente come faccio ogni giorno. A fine lavoro il computer aveva ancora il 40% di batteria, quindi dopo circa 8 ore di utilizzo continuato ho sciupato soltanto il 60% di batteria e non ci scrivo soltanto mail ma ci sviluppo. Quindi compilo, passo da un progetto a un altro etc.

Durata della batteria? Soddisfacente.

Molti di voi, per quanto mi riguarda, sono restii nel comprarlo a causa dei programmi realizzati solo per Intel e che potrebbero non “girare” sui nuovi M1. In realtà questa è una stupidaggine.

Se avete un app che non supporta ARM, allora il vostro Mac vi chiederà di installare Rosetta e di farla funzionare tramite Rosetta. È chiaro che magari perderete un pochino di prestazione, ma hey! I chip M1 sono usciti da pochissimo… Diamo il tempo alle grandi aziende di rilasciare updates per le loro app.

Facendo quindi un piccolo recap:

  • Prestazioni: 8 core CPU e 8 core GPU si sentono, e come! Molto veloce.
  • Durata della batteria: Effettivamente superiore rispetto agli Intel
  • Temperature: Surriscaldamento inesistente! Ventola mai accesa, almeno in queste 12 ore di coding, building, compiling e perfino un testa a testa di rendering su Blender tra il MacBook Pro 2019 e il nuovo M1 che lo ha battuto di 1 minuto e 40 secondi.

Cosa c’è che non va?

Sembra strano a dirlo, ma in queste 12 ore non ho riscontrato alcuna anomalia. In realtà soltanto una cosa mi ha fatto storcere il naso. La TASTIERA! In questi anni (dal 2016 in po) Apple ha avuto tanti, ma tanti problemi con le tastiere a causa del meccanismo a farfalla. Per questa ragione con i MacBook M1 ha re-introdotto il meccanismo a forbice.

Nulla da dire su questo nuovo/vecchio meccanismo se non che siamo passati da tasti a filo con il top case a tasti alti come i MacBook del 2015. Dovrò farci l’abitudine visto che la corsa adesso è più lunga.

Per farvi capire meglio di cosa sto parlando, vi allego una foto qui sotto:

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1 commento

  1. Ciao Pietro, grazie per l’interessante articolo.
    Sulla questione surriscaldamento però ho da tempo verificato su 5 portatili che ho posseduto in svariati anni di lavoro, che in un primo periodo sembra quasi che l’elaborazione prodotta dalle macchine sia leggiadra, come quella una bambinetta a caccia di farfalle…
    Io stesso mi domandavo a cosa servissero le ventole. Solo in rari casi le sentivo lavorare…
    Questo soprattutto con gli Intel…
    Poi col tempo (parliamo di anni, dal 4° in poi) l’affaticamento diventava sempre più percepibile… la bambina diventa obesa e l’erbetta fango!
    Intorno al sesto anno… la bambina ormai vecchietta ha un infarto! La temperatura è andata a 99° o oltre!
    E parlo di 5 macchine diverse, o meglio, di 4, perchè il mio primo laptop è stato il mitico Titanium 800 DV.
    Quello non ha mai avuto problemi, ma solo sano invecchiamento rispetto l’evoluzione software.

    Per concludere l’idea che mi sono fatto è che nel momento in cui le macchine sono prodotte, il mondo software in cui sono inserite è pienamente sotto controllo dalle potenze per cui sono progettate, ma l’evoluzione software è tumultuosa e le macchine prima o poi non ce la fanno a supportarle.

    La riterrai una banalità (a ragione) ma qua entra la mia vera riflessione: perchè morire di troppo calore intorno al sesto anno? (ripeto 4 portatili pro deceduti)
    Sempre la scheda video. Ho paura che ci sia una certa obsolescenza programmata dietro ciò… Sei anni non sono pochi e quindi non faccio causa a mamma Apple, però lo trovo piuttosto seccante…

    Per chiudere alla fine ho deciso che dopo una certa età i portatili li adopero per compiti leggeri, quando mi serve la potenza chiamo il gigante di alluminio, IL SOLIDO MACPRO, magari controllato a distanza, che ha ventole adeguate anche per scaldare casa!

TU COSA NE PENSI?