Presentazione del libro “Steve Jobs, l’uomo che ha inventato il futuro” Italiamac c’era

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Alla presentazione del nuovo libro edito da Hoepli e scritto da Jay Elliot, “Steve Jobs, l’uomo che ha inventato il futuro”, era presente anche la Redazione di Italiamac, ad ascoltare i racconti e le riflessioni di un uomo, Elliot, che ha lavorato e vissuto per anni al fianco di Steve Jobs.

Avendo ricoperto il ruolo di Senior Vice President di Apple, in pratica il braccio destro di Jobs, Jay Elliot è sicuramente una delle persone migliori che possa raccontare il vero Steve Jobs, l’uomo e il visionario.

Durante la presentazione del libro alla Feltrinelli di Roma, sono intervenuti Marco Sbrozzi (Direttore Editoriale di Hoepli) e Giorgio Zanchini (Giornalista di Radio3) per introdurre il lavoro di Elliot e, soprattutto, tracciare quante più connessioni possibile con il nostro mondo e la nostra realtà, ben distanti dai garage della Silicon Valley, dove tutto ebbe inizio.

Tra gli spunti più interessanti, sicuramente ciò che ha attirato maggiormente la nostra attenzione sono stati i continui confronti tra i contesti lavorativi della Silicon Valley e quelli italiani: come si evince anche dal libro, l’ambiente lavorativo americano è lontano anni luce dalla nostra realtà. Chi lavora in Apple (ma il parallelo è estendibile a molte altre realtà) aderisce totalmente al progetto su cui si sta concentrando: esiste sicuramente una maggiore flessibilità per quanto riguarda gli orari di lavoro e il look, tanto per dirne un paio, ma ciò che contraddistingue l’approccio al lavoro è la totale adesione che, nel caso di Apple, si trasforma nell’idea di voler cambiare il mondo, realizzando prodotti tecnologici che siano in grado di innovare e fare realmente la differenza.

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Il tutto, sotto l’egida di un capo, Jobs, che Elliot non esita a definire un “tiranno competente”, cui spetta il compito di spingere tutti a dare il meglio di sé e a controllare il lavoro finale di ognuno, assicurandosi che tutto sia perfetto. Lo stesso Jobs, oggetto del libro, viene costantemente descritto come un visionario, un genio e un artista, in grado di cambiare la storia: Elliot lo definisce un personaggio “inusuale”, brillante ma sopratutto in grado di trasformare le sue idee in realtà, al contrario di molti altri.

Alla fine della presentazione del libro (che recensiremo a breve, ma sappiate sin da subito che si tratterà di un giudizio estremamente positivo), Zanchini ha posto un’ultima domanda ad Elliot: “È possibile diventare come Steve Jobs”?

La risposta è stata positiva, ed Elliot si è detto esserne un esempio: dopo aver conosciuto Jobs il suo approccio al lavoro è cambiato, l’attenzione ai dettagli è aumentata ed ora il suo scopo è quello di “creare nuovi prodotti e realizzare qualcosa di diverso dagli altri”.

Nell’attesa della nostra recensione, vi invito a visitare il sito del libro per maggiori informazioni sul lavoro di Elliot.

 

 







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Gabriele Contilli

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