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Mentre negli altri reportage eravamo negli appositi spazi dedicati ai giornalisti, questa volta abbiamo deciso di stare dall’altra parte della barricata, assieme ai clienti e agli appassionati di mamma Apple. Per seguire passo passo e vivere come tutti gli altri la lunga notte dell’iPhone 5. Il nostro inviato Mario del Vecchio ci racconta la sua esperienza, come fosse una telecronaca.

 

 

Arrivo ore 01:20 in piena notte presso il Centro Commerciale Campania di Caserta, il mio primo “Day One”. Ragazzi… ma quante gente c’è? All’entrata Sud ci sono già oltre 200 persone e noi ci accingiamo a raggiungere il volenteroso Nello, che ormai da 3 giorni sta organizzando con cura ed attenzione ogni dettaglio per il regolare svolgersi dell’evento.

Avendo deciso di stare assieme agli utenti e non in postazioni da giornalisti, andiamo da Nello che ci da i nostri numeri. Ci attende una lunga notte! Ma bisogna prestare attenzione che l’appuntamento è alle 2:00 per l’appello: chi c’è c’è, chi non c’è, gli altri dovranno rifare la fila.

Manca ancora molto e allora c’è chi ascolta musica, chi sfodera il proprio Mac, qualcuno cerca tepore e ristoro sotto una morbida coperta, chi si stende usando come cuscino un vecchio LG, ce n’è per tutti i gusti.

E intanto la fila aumenta; ogni tanto siamo rincuorati dalle figure in maglia blu con il nostro logo preferito, i quali sempre con tanta allegria ci fanno fare 4… forse “5”, risate senza però mai farsi scappare nessuna indiscrezione.

La notte passa. ore 6:00, improvvisamente in stile effetto domino alla rovescia, ci si inizia ad alzare, le porte del Campania si aprono, un applauso pervade il parcheggio; RAGAZZI SVEEEGLIAAA SI ENTRA!!

All’entrata l’ardua scelta: quanti GB? Entreranno tutte le applicazioni, foto e la musica? e di che colore? bianco, nero e se si graffia? Insomma… panico, neanche fossimo sotto esame; una volta dentro seguiamo il flusso e iniziamo ad essere tutti più sicuri, il ticket è nelle nostre mani e ormai nulla può più fermarci. Almeno si pensa…

Posso assicurarvi che una volta all’interno del centro commerciale, è iniziata la parte più dura. Vedere lo Store li, a pochi metri e fare due passi ogni 3/4 d’ora è stato davvero massacrante…ad un certo punto le nostre certezze vacillano, sono finiti? … nooooooo, tranquilli ce ne sono in abbondanza. Il problema è che siamo davvero tanti. Nel frattempo ci viene voglia di passare dalle aree per giornalisti per fare prima, ma vogliamo goderci l’evento fino in fondo e quindi rimaniamo con gli altri.

Fonti interne sembrano confermare che il Campania è stato l’Apple Store più affollato d’Italia, il bacino di utenza è davvero grande, non solo Caserta e la sua immensa provincia, il resto della Campania ma anche Molise, Basilicata e Puglia.

Tra “conterronei” si lega presto e il tempo passa veloce, d’un tratto siamo davanti alle porte! Qui una serie di episodi spiacevoli ci fanno storcere un pò il naso: è necessario esaminare l’iPhone! Mi spiego meglio: d’un tratto ci troviamo come sommersi da imprecazioni e voci grosse di utenti, i quali lamentano graffi, scheggiature e addirittura ammaccature sul proprio device appena aperto…eeeh si ragazzi! Testimone oculare, iPhone con parti (seppur minime) di vernice mancante!!! Voi direte perfetto, lo si cambia! E invece no! La richiesta oggi era così alta, che i primi ai quali è successa questa spiacevole disavventura, il change è stato possibile, ma in poco tempo il gioco è finito e non ne sono stati cambiati altri.

Tranquilli però perchè si può sempre cambiare, ma c’è da attendere qualche giorno. Avevo già sentito voci in merito a questa storia, ma pensavo fossero solo dicerie, non so neanche spiegarmi questa grave mancanza, oltretutto dopo una nottata e un ingente esborso economico i nervi sono a fior di pelle. A me come anche alla maggior parte degli utenti è andato tutto liscio.

Conclusione: è stata una avventura al sapore di mela davvero piacevole e divertente; nonostante siamo stati derisi e scherniti da quasi tutti i passanti, la soddisfazione era all’uscita, quando tutti pomposi, ci accerchiavano pregandoci di mostrare loro il gioiellino.

 

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