La società dell’immagine liquida: dalle app alla rivoluzione digitale

Secondo il docente di estetica Andrea Pinotti attualmente un’immagine vale più di cento parole. Il punto di vista del Pinotti si basa sul concetto per cui una parola dice una cosa ma al contempo indica quella cosa e molte altre ancora. Nelle sue famose Lezioni Americane, lo scrittore ligure Italo Calvino, attribuiva alla scrittura la qualità di molteplicità, e per lui questo era un fatto assolutamente positivo. Calvinò morì nel 1985 e non fece in tempo a vivere la rivoluzione digitale, nonostante in alcuni dei suoi scritti ci fossero delle anticipazioni significative, in termini di linguaggio e storie narrate. Un esempio su tutti è dato dall’opera Ti con zero, considerata da molti critici come uno dei primi tentativi riusciti di narrazione fantascientifica Made in Italy. Oggi viviamo in una società dominata dalle immagini dove tutto questo viene accettato come un fatto normale, eppure nei tempi passati c’è stato chi si è espresso a favore dell’iconofobia, affermando che l’Occidente era dominato e assoggettato al concetto di immagine.

 

I creatori di immagini venivano considerati creatori di apparenze illusorie anche dal filosofo greco Platone. Anche Adorno si espresse in termini negativi per esprimere il proprio dissenso nei confronti del cinema. Abbiamo fatto questo piccolo excursus per arrivare a parlare della nuova tendenza che caratterizza i tempi odierni per via dell’utilizzo di dispositivi tecnologici mobili. Gli smartphone e i tablet sono presenti nella nostra vita da circa 8-10 anni e sono diventati sempre più utilizzati e a portata di un numero sempre maggiore di consumatori negli ultimi 4-5 anni. C’è stata già una veloce evoluzione di questi strumenti, e questa è stata maggiormente dettata dalle app, piccoli software che ci consentono di utilizzare al meglio il nostro apparecchio digitale tecnologico. La rivoluzione però, nel campo della tecnologia è davvero iniziata quando la Apple ha immesso sul mercato il primo iPhone perfezionando e implementando il concetto di iPod. Qualcuno sicuramente ricorderà i primi modelli su cui era possibile oltre che ascoltare musica tramite iTunes, anche vedere video e scaricare dati. Secondo alcuni sociologi noi siamo la prima cultura che produce immagini su scala industriale senza l’ausilio degli spettatori, accumulando una quantità innumerevole di girato, su cui probabilmente nessun occhio si poserà. Diciamo questo per meglio esprimere un concetto che ci sta a cuore.

 

Oggi assistiamo al lancio di giochi, app, funzionalità, strumenti che tengono a semplificarci la vita. E’ davvero incredibile il modo con cui vengono immesse sul mercato tecnologie come la realtà virtuale, la realtà aumentata e tutto quello che riguarda e interessa l’intrattenimento, specialmente quello per adulti. Cambia il web 2.0, cambia il modo con cui pensiamo alla tv e ai computer e il tutto ha sempre una sua funzione ben precisa. Si tratta di una tendenza video-ludica, come per i giochi online, dove un esempio su tutti è rappresentato da Voglia di Vincere casinò on line che è in grado di darci un quadro maggiormente esaustivo dell’epoca in cui stiamo vivendo. Così, se per i giovani degli anni ottanta, esistevano ancora rituali come la sala giochi o il muretto, oggi l’agorà è data dai social network e dai giochi online che sono facilmente scaricabili tramite app online. Cambiano le cose, e con esse i tempi, come diceva un cantante qualche anno fa.

 

 







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Redazione

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