Uno smartwatch è uno di quegli oggetti “misteriosi” dei quali non senti alcun bisogno se non ce l’hai, ma non riesci a rinunciarci quando ormai ti sei abituato ad indossarlo.

Tipicamente, chi non ha uno smartwatch non riesce a comprenderne l’utilità, anzi, spesso lo considera un motivo di distrazione che ti porta al polso ogni notifica del cellulare… in realtà è esattamente il contrario… o perlomeno dipende da che abitudini avete, e non sarà certo lo smartwatch a cambiare in peggio queste abitudini. Personalmente tengo l’iPhone sempre in modalità silenziosa, quindi mi capita[va] spesso di perdermi notifiche, messaggi, o addirittura telefonate; viceversa mi trov[av]o spesso sommerso da decine di notifiche di gruppi Whatsapp o Telegram che mi costringevano a controllare il telefono. Con Apple Watch al polso, perdersi una telefonata è impossibile, anche lasciando telefono in tasca o in borsa, ed è più semplice controllare le notifiche senza necessariamente guardarle: uno sguardo allo smartwatch è sufficiente per capire se si tratta di qualcosa per cui vale la pena prendere il telefono o se possiamo passare oltre lasciando il telefono dov’è.

Ma non è necessariamente questo il motivo per cui si compra uno smartwatch: la mia storia con AppleWatch nasce per questioni legate al fitness… tra alti e bassi dovuti a motivi più disparati (scuola, lavoro, famiglia, salute, …) da una dozzina d’anni riesco a fare attività fisica con un discreto livello di continuità, inizialmente senza alcun controllo, poi monitorando tempi e percorsi con App specifiche su iPhone (Sport Tracker la mia preferita) passando poi a bracciali fitness più o meno affidabili, e approdando infine ad Apple Watch.

Lo smartwatch di Apple ha suscitato da subito grande interesse in un settore che sembrava un po’ spento, conquistando la vetta del mercato nonostante lo svantaggio di funzionare solo con iPhone (che rappresenta invece una minoranza tra gli smartphone) e contribuendo in modo sostanziale alla crescita di questo particolare mercato.

I motivi sono presto spiegati: l’integrazione con l’iPhone è pressoché perfetta, dalle mappe alla musica, passando per messaggi, mail, telefonate, Siri, foto, macchina fotografica e 1’000 altre funzioni che hanno come unico limite la fantasia degli sviluppatori: per esempio ci sono App che consentono di identificare le costellazioni indicandole col braccio che indossa lo smartwatch della mela, e non mancano nemmeno applicazioni videoludiche.

Con tutte queste funzioni, la batteria, inevitabilmente, fa quello che può… non ci sono problemi ad arrivare a fine giornata, anzi, a seconda dell’uso che fate, mettendolo in modalità aereo+spettacolo di notte, potete anche arrivare a due giornate, ma la nuova funzione di monitoraggio del sonno attesa con watchOS 7, sebbene richiesta ad alta voce dagli utenti, lascia qualche perplessità: come monitorare il sonno se l’orologio va caricato ogni notte? Certo, poi è anche vero che Apple Watch si ricarica molto velocemente: basterebbe metterlo in carica mentre si cena (per esempio) ed indossarlo poi di notte.

Altro punto (a mio avviso) debole di Apple Watch, è sempre stata la carenza di quadranti interessanti… carenza che in realtà si è un po’ ridimensionata già con watchOS6 (personalmente adoro Meridiana ma anche Cifre Duo) quantomeno per gli ultimi modelli di watch, perché non tutti i quadranti sono disponibili su tutti i modelli e in alcuni casi, sui modelli precedenti alla serie 4, hanno anche formati differenti.

Domani 8 settembre, stando alle indiscrezioni, potrebbe essere presentato (con un semplice comunicato stampa, vista la situazione Covid) il nuovo modello di Apple Watch, e a breve arriverà anche watchOS 7… avremo quindi modo di approfondire ulteriormente l’argomento, magari anche con una recensione del nuovo modello.

[edit: come ormai saprete, Apple ha annunciato un evento in streaming per il giorno 15 Settembre; ogni novità, che si tratti di iPhone, iPad, o Watch, verrà presentata in quell’occasione]

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