EFF: “Google ha infranto le sue promesse sulla privacy degli studenti”

L’Electronic Frontier Foundation ha richiesto un’indagine federale per stabilire se Google abbia infranto le sue promesse sul rispetto della privacy degli studenti. Nella giornata di ieri, infatti, l’unione di avvocati ha sottoscritto un report in cui si afferma che Google potrebbe aver “tracciato la cronologia di navigazione degli studenti”, dando fin troppo “potere” ai suoi amministratori principali.

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Un membro dell’EFF, Sophia Cope, ha dichiarato quanto segue:

 

Stiamo chiedendo all’FTC [Federal Trade Commission] di investigare la condotta di Google, di fermare la compagnia nel suo utilizzo di informazioni personali degli studenti per i propri scopi personali, e di ordinare alla compagnia di distruggere tutte le informazioni raccolte per scopi che non abbiano a che vedere con il mondo dell’istruzione.

Un altro legale di EFF, Nate Cardozo, ha continuato come segue:

 

Nonostante l’aver promesso pubblicamente di non farlo, Google si infiltra nei dati di navigazione degli studenti e in altre informazioni, utilizzandole per i suoi scopi personali.

Fare promesse simili e non mantenerle è una violazione delle regole della Federal Trade Commission per regolamentare le pratiche ingiuste e ingannevoli del mondo degli affari.

La vicenda è nata dopo che alcuni membri dell’EFF hanno esaminato i Chomebook utilizzati nelle scuole e le Google Apps della suite Education, solo per scoprire che una particolare versione di “Google Sync” era abilitata di default, raccogliendo automaticamente dati dagli studenti. La cronologia di navigazione spaziava dai siti web visitati ai video visti su YouTube, passando per password salvate e cronologie di ricerca. Il problema, stando all’EFF, è che Google non chiede nessun tipo di autorizzazione ai genitori, alle scuole o agli studenti stessi prima di raccogliere i dati, e utilizza le informazioni raccolte per “migliorare i propri prodotti” (in altri termini: “per i suoi scopi personali”).

 

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La risposta di Google non ha tardato ad arrivare: stando all’azienda Americana, infatti, le politiche di raccolta delle informazioni adottate dalla compagnia “sono conformi sia alle leggi che alle promesse”, incluso il recente “Student Privacy Pledge” firmato agli inizi di quest’anno proprio per garantire la privacy degli studenti.

L’Electronic Frontier Foundation, tuttavia, non sembra credere alle affermazioni di Google. E, nonostante le richieste dell’unione di avvocati, alcuni membri del Future of Privacy Forum si sono scagliati direttamente contro l’EFF, dichiarando che “Molte scuole si affidano a Google Sync per permettere agli studenti di avere accesso immediato ai propri account e alle proprie impostazioni sugli stessi dispositivi.”

“Sappiamo per certo che qualunque tipo di informazione raccolta da Google non è utilizzato per fare pubblicità mirata, e tutti gli altri usi dei dati sono in rete locale e completamente anonimi”, ha continuato il dirigente Jules Polonetsky. “Non crediamo che le richieste della EFF sollevino problemi su un utilizzo dei dati che non sia previsto dallo Student Privacy Pledge”.

Non resta che attendere ulteriori dichiarazioni da parte di Google, o una risposta diretta della Federal Trade Commission.

E voi, cosa ne pensate? Credete che Google abbia davvero infranto le sue promesse, o siete d’accordo con il dirigente del “Future Of Privacy Forum”? Fatecelo sapere nella sezione dei commenti!






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Antonino Lupo

Studente in Scienze della Comunicazione per Cultura e Arti all'Università di Palermo, utilizza senza vergogna i prodotti Apple da quando era piccino. Grande amante della Letteratura (quella con la L maiuscola), del Cinema (quello con la C maiuscola) e della Musica (quella con la M maiuscola), è al momento al lavoro su diversi progetti, tra cui la sceneggiatura di un film di fantascienza dal titolo "H.O.P.E.".
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