Ci abbiamo provato, settimana scorsa, ad anticipare le possibili novità per le quali Apple ci aveva chiesto di “Tenerci forte“… ci abbiamo provato prendendoci solo a metà (anzi, metà della metà) ma tutto sommato c’è anche chi si era spinto in pronostici ancora più azzardati, quindi non è andata così male…

Ma veniamo al dunque: l’attesa dell’evento, e ancor di più il filmato di introduzione, lasciavano presagire che si sarebbe parlato (anche) di musica, e Tim Cook ha introdotto l’evento preannunciando proprio che si sarebbe parlato di creatività, di musica e di Mac.

Si parte con un nuovo servizio di Apple Music, Voice Plan, che consente di accedere ai 90 milioni di brani del catalogo Apple tramite decine di migliaia di playlist (richiamabili con Siri) pensate per stati d’animo, attività, mix personalizzati e stazioni dedicate a generi specifici… onestamente per 4,99€ al mese non mi pare un servizio destinato a fare grande successo, anche se sarebbe carino fosse incluso in Apple One.

Si passa poi velocemente agli HomePod mini, finalmente disponibili anche in Italia, e disponibili anche in nuovi colori. Per chi si fosse perso i dettagli delle precedenti presentazioni, il sistema HomePod consente ai vari device di “cooperare”, quindi se ne comprate più di uno potete usarli in stereofonia, potete usarli come interfono, potete comandarli tutti insieme o in modo differente, ecc… ecc… tutto tramite Siri. Per 99€ può essere un simpatico regalo per il prossimo Natale.

Restando in tema, arriva la terza generazione di AirPods, che portano con se innumerevoli miglioramenti, dall’equalizzazione adattativa, alla maggiore autonomia, passando per un nuovo design che assicura una qualità audo ancora migliore, nuovi controlli touch, a la resistenza a sudore e acqua, così da poterli utilizzare senza problemi durante gli allenamenti all’esterno, anche in caso di pioggia…

Ma arriviamo al pezzo forte della presentazione. Più che i nuovi MacBook Pro in sé (macchine comunque degne nota per molti motivi) Apple ha presentato non uno ma ben due nuovi chip: M1 Pro ed M1 Max. Se il SoC M1 aveva già ridefinito gli standard prestazioniali ed energetici dei processori, con M1 Pro ed M1 Max, Apple alza ulteriormente l’asticella: fino a 32GB di memori unificata e 200GBps di banda per il modello Pro, ed esattamente il doppio (64GB di memoria unificata e 400GBps di banda) per il modello Max. Entrambi i processori hanno 10 core (8 ad alte prestazioni e 2 ad alte efficienza energetica) un motore neurale a 16 core, e una GPU a 16 o 32 core. Nel complesso il modello Pro totalizza 33,7 miliardi di transistor, e il modello Mac 57 miliardi, il tutto contornato da un motore multimediale dedicato alla codifica e decodifica hardware del video e streaming ProRes a 4K e 8K, oltre ad un altro motore dedicato alla gestione dei display, il Secure Enclave, ed il controllore Thunderbolt. Tutta questa potenza si traduce in prestazioni fino a 13 volte superiori rispetto al precedente modello Pro da 13″, ma la cosa più sorprendente è che questa potenza viene realizzata con un consumo molto ridotto di energia, il che consente alle macchine dotate dei nuovi processori di offrire le stesse prestazioni non solo quando sono collegati alla rete elettrica, ma anche quando funzionano con la sola batteria, mantenendo comunque elevate autonomie (fino a 21 ore in riproduzione video per il modello da 16″). Volendo fare un esempio numerico, con Cinema 4D, rispetto al precedente MacBookPro da 16″ con scheda Radeon Pro 5600M, il MacBookPro da 16″ con M1 Pro offre prestazioni 2,5 volte superiori, mentre il modello con M1 Max raggiunge prestazioni 4 volte superiori.

Questi processori, come accennato sopra, equipaggeranno i nuovi modelli di MacBook Pro da 14″ e 16″, due macchine nuove come ingegnerizzazione interna, ma anche con nuovi dettagli di design: sparisce la Touch Bar, ritorna il Mag Safe, e tutti i modelli sono dotati di 3 Thunderbolt (USB-C fino a 40 Gbps) una porta HDMI, slot SDXC, e jack per le cuffie. Il display e un Liquid Retina XDR (Extreme Dynamic Range) da 254 ppi, con luminosità costante fino a 1000 nit (1600 nit di picco), contrasto 1.000.000:1, ampia gamma cromatica (P3 – 1 miliardo di colori), tecnologia TrueTone, e ProMotion con refresh rate adattivo fino a 120Hz. Sono inoltre supportati fino a due monitor esterni con risoluzione 6K a 60Hz con M1 Pro, oppure tre monitor esterni con risoluzione 6K + un monitor esterno con risoluzione 4K a 60Hz con M1 Max. Non mancano infine la camera frontale full HD (gestita da un processore IPS dedicato) e un sistema audio con 6 casse e audio spaziale con rilevamento dinamico della posizione della testa quando si usano AirPods. Tutti i dettagli delle specifiche li trovate sul sito Apple, ma il rovescio della medaglia di tutta questa tecnologia è il prezzo: i nuovi MacBook Pro partono da 2’349€ per il modello da 14″ con processore M1 Pro, e arrivano a 3’949€ per il modello più carrozzato (16″ con M1 Max, 32GB di RAM e 1TB di SSD).

L’evento si è concluso con una breve presentazione delle nuove release di Final Cut Pro e Logic Audio Pro, esplicitamente ottimizzati per ottenere il meglio dai nuovi processori Apple.

Il mercato ha reagito “timidamente bene” a questa presentazione (nel momento in cui scriviamo, il titolo AAPL guadagna l’1,18%), consapevole da una lato che Apple si sta dimostrando all’altezza di produrre processori all’avanguardia con elevate prestazioni, dall’altra con un entusiasmo scemato dal fatto che si tratta di macchine che (anche in virtù dei costi) non sono destinate al grande pubblico… anche se HomePod e AirPods saranno sicuramente dei best sellers per il periodo natalizio. Resta ancora l’incognita delle ultime due macchine che ancora mancano alla transizione: l’iMac da 27″ e il MacPro…

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